Politica regionale nel Ticino - Una piattaforma per parlarsi
Varato il progetto che porterà, tre o quattro volte all’anno, Enti locali e Cantone a dibattere su temi comuni.
C’è già una data per un primo incontro. O meglio, si sa già quando lo si vuole organizzare. Sarà a ottobre che prenderà avvio il dialogo “strutturato” tra Cantone e Comuni. Uno scambio di idee che si baserà sulla neonata “Piattaforma”, realizzata sul modello di quella esistente tra Confederazione e cantoni e dove membri dell’esecutivo cantonale e rappresentanti degli Enti locali (una decina di persone in tutto) potranno confrontarsi – a ritmo di tre o quattro incontri annuali – su temi e progetti che coinvolgono entrambi i livelli istituzionali.
Gremio consultivo e non decisionale
Nel presentare ieri a Bellinzona la nuova struttura il direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini ha voluto subito sgombrare il campo da possibili equivoci: « La Piattaforma non sarà un luogo dove si voteranno delle proposte. Non è un gremio decisionale, bensì consultivo ». Insomma, si tratterà di una tavola rotonda in cui Cantone e Comuni si potranno confrontare su bozze di idee, come pure su temi precisi, alla ricerca di un consenso allargato e di soluzioni condivise. Fra i probabili argomenti in “agenda” vi sono lo sviluppo regionale e i nuovi strumenti relativi alla politica regionale, le scelte future derivanti dalla nuova perequazione finanziaria e lo sviluppo territoriale. Ma anche il progetto “flussi e competenze”, che i Comuni rivendicano da anni e che nel frattempo si è arenato (sulla verifica dei flussi finanziari tra Cantone e Comuni il governo, l’Acuti e la Coreti avevano siglato una “Dichiarazione d’intenti”: era il dicembre 2005). Progetto arenatosi tanto da far pensare a qualcuno che, se non morto, sia quantomeno in agonia. « Contesto il fallimento del progetto – ha sottolineato durante la conferenza stampa Pedrazzini –. Ma soprattutto sostengo che se fosse nato nell’ambito della Piattaforma, avrebbe ricevuto fondamenta politiche più solide. Proprio perché nasce la Piattaforma, io confido che il progetto “ flussi e competenze” possa riprendere in tempi brevi e raggiungere concreti risultati ».
E, chiarezza per chiarezza, ieri Pedrazzini ha pure respinto al mittente le accuse secondo cui la creazione della Piattaforma sarebbe in realtà un modo per ingraziarsi i Comuni alla vigilia del varo della manovra di risanamento dei conti dello stato. Manovra che caricherà sulle spalle degli Enti locali quasi 43 milioni in più. Oneri parzialmente compensati da 33 milioni di nuove entrate. « Il progetto era già contenuto nelle Linee direttive », ha puntualizzato il ministro.
La struttura
La gestione del progetto è stata affidata al Dipartimento delle istituzioni. Coordinatore della Piattaforma sarà Davide Caccia, attualmente collaboratore di direzione del Di. Da ottobre attorno al tavolo delle discussioni – ha spiegato Caccia – si incontreranno periodicamente tre consiglieri di Stato e alcuni delegati dei comuni ticinesi. I membri del governo « ruoteranno a dipendenza dei temi in agenda » ; con l’unica eccezione di Pedrazzini, rappresentante fisso. Per quanto riguarda i Comuni, « saranno le due associazioni che rappresentano gli Enti locali (quella dei comuni urbani, Acuti, e quella delle regioni e dei comuni di montagna,Coreti, ndr.) a dover avanzare delle proposte » . Su questo punto, ha commentato dal canto suo Pedrazzini, « sarà importante che la rappresentanza dei Comuni possa esprimere la volontà delle realtà comunali ». L’appello del direttore delle Istituzioni ad Acuti e Coreti è chiaro: da qui a ottobre sono chiamate a trovare una delegazione rappresentativa di tutti gli Enti locali.
Il compito del coordinatore, ha proseguito Caccia, sarà quello di pianificare le sedute ( che « verranno convocate con un certo anticipo » ) , redigere l’ordine del giorno ( da distribuire 30 giorni prima dell’incontro) e quello di chiedere agli Uffici dell’amministrazione i dati e il materiale allo scopo di allestire una documentazione completa che possa fungere da supporto per le discussioni. Materiale utile soprattutto ai rappresentanti dei comuni – ha sottolineato Caccia – che, « a differenza del governo, non trattano certi temi tutti i giorni e che quindi possono trovarsi spiazzati da alcune tematiche » .
Funzionari-uditori
Alle riunioni saranno presenti, da entrambe le parti, anche i rispettivi funzionari/tecnici. « Saranno dei semplici uditori – assicura il coordinatore della Piattaforma –, ma la loro partecipazione permetterà di risparmiare tempo nel passaggio delle informazioni su quanto emerso dalle discussioni tra politici e amministrazioni » . Ad essere tenuta rigorosamente a distanza sarà la stampa e l’opinione pubblica. Perché, ha rilevato Pedrazzini, « La Piattaforma, al di là del suo nome, non deve essere un nuovo consesso pubblico, ma uno strumento di lavoro per migliorare le relazioni fra Cantone e Comuni » . Un gremio « dove ci si possa incontrare e lasciare anche prima di aver raggiunto un accordo o senza aver conseguito dei risultati concreti ».
Per poter funzionare correttamente, ha proseguito il direttore delle Istituzioni, i rapporti fra Cantone e Comuni « devono ispirarsi al principio del partenariato » e questo « per cercare, laddove possibile, forme di collaborazione nell’interesse della soluzione dei problemi ».
Litigare sarà comunque permesso: « La Piattaforma non potrà e non dovrà escludere la possibilità di contrasti e di confronti ». Basta che non lo si sappia troppo.
Fonte: La Regione, 24/07/2008 06:46
C’è già una data per un primo incontro. O meglio, si sa già quando lo si vuole organizzare. Sarà a ottobre che prenderà avvio il dialogo “strutturato” tra Cantone e Comuni. Uno scambio di idee che si baserà sulla neonata “Piattaforma”, realizzata sul modello di quella esistente tra Confederazione e cantoni e dove membri dell’esecutivo cantonale e rappresentanti degli Enti locali (una decina di persone in tutto) potranno confrontarsi – a ritmo di tre o quattro incontri annuali – su temi e progetti che coinvolgono entrambi i livelli istituzionali.
Gremio consultivo e non decisionale
Nel presentare ieri a Bellinzona la nuova struttura il direttore del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini ha voluto subito sgombrare il campo da possibili equivoci: « La Piattaforma non sarà un luogo dove si voteranno delle proposte. Non è un gremio decisionale, bensì consultivo ». Insomma, si tratterà di una tavola rotonda in cui Cantone e Comuni si potranno confrontare su bozze di idee, come pure su temi precisi, alla ricerca di un consenso allargato e di soluzioni condivise. Fra i probabili argomenti in “agenda” vi sono lo sviluppo regionale e i nuovi strumenti relativi alla politica regionale, le scelte future derivanti dalla nuova perequazione finanziaria e lo sviluppo territoriale. Ma anche il progetto “flussi e competenze”, che i Comuni rivendicano da anni e che nel frattempo si è arenato (sulla verifica dei flussi finanziari tra Cantone e Comuni il governo, l’Acuti e la Coreti avevano siglato una “Dichiarazione d’intenti”: era il dicembre 2005). Progetto arenatosi tanto da far pensare a qualcuno che, se non morto, sia quantomeno in agonia. « Contesto il fallimento del progetto – ha sottolineato durante la conferenza stampa Pedrazzini –. Ma soprattutto sostengo che se fosse nato nell’ambito della Piattaforma, avrebbe ricevuto fondamenta politiche più solide. Proprio perché nasce la Piattaforma, io confido che il progetto “ flussi e competenze” possa riprendere in tempi brevi e raggiungere concreti risultati ».
E, chiarezza per chiarezza, ieri Pedrazzini ha pure respinto al mittente le accuse secondo cui la creazione della Piattaforma sarebbe in realtà un modo per ingraziarsi i Comuni alla vigilia del varo della manovra di risanamento dei conti dello stato. Manovra che caricherà sulle spalle degli Enti locali quasi 43 milioni in più. Oneri parzialmente compensati da 33 milioni di nuove entrate. « Il progetto era già contenuto nelle Linee direttive », ha puntualizzato il ministro.
La struttura
La gestione del progetto è stata affidata al Dipartimento delle istituzioni. Coordinatore della Piattaforma sarà Davide Caccia, attualmente collaboratore di direzione del Di. Da ottobre attorno al tavolo delle discussioni – ha spiegato Caccia – si incontreranno periodicamente tre consiglieri di Stato e alcuni delegati dei comuni ticinesi. I membri del governo « ruoteranno a dipendenza dei temi in agenda » ; con l’unica eccezione di Pedrazzini, rappresentante fisso. Per quanto riguarda i Comuni, « saranno le due associazioni che rappresentano gli Enti locali (quella dei comuni urbani, Acuti, e quella delle regioni e dei comuni di montagna,Coreti, ndr.) a dover avanzare delle proposte » . Su questo punto, ha commentato dal canto suo Pedrazzini, « sarà importante che la rappresentanza dei Comuni possa esprimere la volontà delle realtà comunali ». L’appello del direttore delle Istituzioni ad Acuti e Coreti è chiaro: da qui a ottobre sono chiamate a trovare una delegazione rappresentativa di tutti gli Enti locali.
Il compito del coordinatore, ha proseguito Caccia, sarà quello di pianificare le sedute ( che « verranno convocate con un certo anticipo » ) , redigere l’ordine del giorno ( da distribuire 30 giorni prima dell’incontro) e quello di chiedere agli Uffici dell’amministrazione i dati e il materiale allo scopo di allestire una documentazione completa che possa fungere da supporto per le discussioni. Materiale utile soprattutto ai rappresentanti dei comuni – ha sottolineato Caccia – che, « a differenza del governo, non trattano certi temi tutti i giorni e che quindi possono trovarsi spiazzati da alcune tematiche » .
Funzionari-uditori
Alle riunioni saranno presenti, da entrambe le parti, anche i rispettivi funzionari/tecnici. « Saranno dei semplici uditori – assicura il coordinatore della Piattaforma –, ma la loro partecipazione permetterà di risparmiare tempo nel passaggio delle informazioni su quanto emerso dalle discussioni tra politici e amministrazioni » . Ad essere tenuta rigorosamente a distanza sarà la stampa e l’opinione pubblica. Perché, ha rilevato Pedrazzini, « La Piattaforma, al di là del suo nome, non deve essere un nuovo consesso pubblico, ma uno strumento di lavoro per migliorare le relazioni fra Cantone e Comuni » . Un gremio « dove ci si possa incontrare e lasciare anche prima di aver raggiunto un accordo o senza aver conseguito dei risultati concreti ».
Per poter funzionare correttamente, ha proseguito il direttore delle Istituzioni, i rapporti fra Cantone e Comuni « devono ispirarsi al principio del partenariato » e questo « per cercare, laddove possibile, forme di collaborazione nell’interesse della soluzione dei problemi ».
Litigare sarà comunque permesso: « La Piattaforma non potrà e non dovrà escludere la possibilità di contrasti e di confronti ». Basta che non lo si sappia troppo.
Fonte: La Regione, 24/07/2008 06:46
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